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  PASSIONI FATALI

La cronaca nera dell’estate del 2010 ha registrato un numero impressionante
di donne uccise dai loro “ex” compagni
. I delitti si sono concentrati in
particolare tra la fine di giugno e i primi di luglio, suscitando un grande
clamore nell’opinione pubblica.
Le storie delle vittime (e dei loro “ex”) sono
diventate di dominio pubblico
: le foto qui di seguito riportate (che si riferiscono
solo ad alcune delle donne assassinate) sono tutte prelevate dalla “rete”.


Roberta Vanin, 43 anni

















Simona Melchionda, 23 anni



















Sonia Balconi, 42 anni















Maria Montanaro, 36 anni











Chiara Brandonisio, 34 anni











Debora Palazzo, 20 anni
















Cristina Rolle, 32 anni


















Nei mesi estivi, tutti i mass-media hanno dato ampio risalto ai tragici eventi:
all’epoca non sono mancati gli “esperti” che si sono precipitati ad affermare
che
il “caldo” rappresentava un fattore scatenante responsabile del picco
degli omicidi
registratosi in quel periodo dell’anno.
Purtroppo i delitti contro le donne non sono affatto diminuiti dopo l’estate,
come dimostrano altri efferati episodi compiuti negli ultimi mesi dell’anno.

Le foto che seguono si riferiscono solo ad alcune vittime assassinate
nei mesi di ottobre e novembre (il tragico elenco delle donne uccise nel 2010
è presente al seguente indirizzo: http://bollettino-di-guerra.noblogs.org).


Eliana Fermiano, 25 anni















Caterina Tugnoli, 42 anni




















Eleonora Liberatore, 37 anni





















Questi dati mostrano come sempre più spesso le donne rimangano vittime
di uomini che affermano di amarle malgrado la fine della relazione. 
La cronaca nera ha registrato e continua, infatti, a registrare la storia
di qualche “ex” diventato assassino: uomini ossessionati dalla gelosia,
morbosamente possessivi, incapaci di vivere soli e ancor meno
di rassegnarsi all’idea di essere stati abbandonati o che “lei” sia felice
con qualcun altro.
Il filo rosso che accomuna questi delitti "passionali" è il rifiuto della fine
di una relazione: sembra che gli uomini non accettino di sentirsi dire di “no”.
Non di passione si tratta dunque, ma di frustrazione e incapacità di sopportare
un abbandono e la separazione.
Con quali conseguenze? Donne uccise in nome dell’amore perduto.

Difficile dire in generale cosa succede nella mente di un uomo che decide
di uccidere la persona amata: ogni storia ha sue peculiarità che, caso per
caso, devono essere approfondite. L’identikit psicologico di questo tipo di
assassino è quanto mai variabile, anche se
la gelosia rappresenta spesso
il movente principale.

Altre volte le storie risultano invece molto più complesse. Come la vicenda
di Marco Mariolini, antiquario di Bisogne (Brescia) condannato a 30 anni
di carcere per l’omicidio della sua “ex” fidanzata Monica Calò. Lo stesso
Mariolini racconta (nel suo libro
“Il cacciatore di anoressiche”, di cui sono state
pubblicate dalla casa editrice Edicom due edizioni, nel 1997 e nel 2001) come
la passione si trasformi in una vera e propria ossessione capace di sfociare
nell’omicidio. Da questa storia è stato tratto perfino un film, “Primo amore”
di Matteo Garrone.


Le due edizioni di:
Il cacciatore di anoressiche











































La vicenda dell’omicidio è molto complessa per essere raccontata in questa
sede. Mi limito a riportarne il tragico epilogo risalente al 14 luglio del 1998.
Pressata dalle continue richieste telefoniche, Monica accetta di rivedere
l’ex fidanzato. Ha paura e sceglie per l’appuntamento un luogo affollato:
una spiaggia sul lago d’Iseo. A nulla, però, valgono le precauzioni.
Dopo l’ennesimo rifiuto di Monica a riallacciare i rapporti, Marco Mariolini
la colpisce a morte con 22 coltellate.
Per chi desidera vedere Marco Mariolini e sentirne la voce, è particolarmente
interessante la seconda parte dell’intervista che lo stesso Mariolini ha
rilasciato alla conduttrice (Franca Leosini) della trasmissione televisiva
“Storie Maledette” in onda su RAI 3.





Per chi ha pazienza e curiosità, sono comunque interessanti anche le altre
parti della stessa intervista: la prima...





la terza...





la quarta...





la quinta...





Quali consigli si possono dare alle donne per evitare situazioni di pericolo?

Premesso che chi scrive non ha la pretesa di essere esaustivo, gli eventi
di cronaca sembrano fornire alcuni suggerimenti utili per la loro incolumità:

1. Riuscire a liberarsi definitivamente dalla sottomissione psicologica
in cui alcuni uomini riescono ad indurre la propria partner.

2. Non accettare mai situazioni di ricatto emotivo riassumibili in espressioni
quali “se mi lascio mi uccido” o “sei mia o di nessun altro”.

3. Non accettare mai un ulteriore “ultimo” appuntamento.

4. Mai pensare di poter cambiare il compagno. A tale proposito, è bene
ricordare a titolo di esempio che lo stesso Mariolini, perfino dopo l’omicidio
commesso, ha affermato: “so di essere colpevole per la legge, ma
moralmente mi sento innocente"
.

5. Non esitare a denunciare gli uomini violenti e a rivolgersi a professionisti
che facilitino l’uscita dalle situazioni di sottomissione psicologica.
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