Violenza alle donne
Sebbene la sua pubblicazione risalga ormai a circa tre anni fa,
il capitolo sulla violenza alle donne presente nel “Rapporto sulla criminalità”
del Ministero degli Interni (www.interno.it) del 2006 colpisce per i dati che vi
sono riportati. Ne riporto i dati più salienti.
“Minacce, strattonamenti, colpi con oggetti, schiaffi, pugni, calci o ustioni,
tentativi di strangolamento o di soffocamento, stupri, tentati stupri, costrizione
a fare sesso con terzi, molestie. Queste sono le forme
di violenza che
diversamente affliggono ed hanno afflitto la vita di molte donne. La violenza
si esprime con modalità e forme diverse. Più o meno gravi, più o meno
frequenti, diversamente intaccano l’identità, l’esistenza delle donne;
senza contare le violenze psicologiche e le forme di persecuzione
al momento della separazione dal partner. Violenze subite nei luoghi
più intimi e dalle persone più care. Violenze che hanno aspetti comuni,
la trasversalità della classe sociale e il silenzio che le circonda.
Sono 6 milioni 743.000, pari al 31,9% della classe di età considerata, le donne
tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale
nel corso della vita. 3 milioni 961.000 donne, pari al 18,8%, sono state vittime
di violenze fisiche, 5 milioni (il 23,7%) hanno subito violenze sessuali.
Più in particolare, nell’ambito delle violenze sessuali, 482.000 donne sono
state vittime di stupro e 703.000 di tentato stupro nel corso della loro vita.
Complessivamente, circa 1 milione di donne (il 4,8%), quindi, ha subito stupri
o tentati stupri. Negli ultimi dodici mesi sono 1 milione 150.000 le donne che
hanno subito violenza, pari al 5,4% delle donne dai 16 ai 70 anni. In particolare
il 2,7% delle donne ha subito violenza fisica, il 3,5% violenza sessuale
e lo 0,3% stupri o tentati stupri.
Spingere, strattonare, afferrare, storcere un braccio o tirare i capelli sono
i comportamenti subiti dalla maggioranza delle vittime di violenza fisica
(dal 56,7%); una quota quasi altrettanto elevata, il 52%, ha subito minacce
di essere colpita, il 36,1% è stata schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi,
il 24,6% è stata colpita con oggetti. Appaiono, invece, meno diffuse alcune
forme più gravi, comunque presenti, come l’uso o la minaccia di usare
una pistola o il coltello (8,1%) o il tentativo di strangolamento, di soffocamento
o di ustione (5,3%).
Tra le violenze sessuali, invece, sono le molestie fisiche sessuali a
rappresentare la forma decisamente più frequente (per il 79,5% delle vittime
di violenze sessuali), seguite dai rapporti sessuali non desiderati (19,0%),
dai tentati stupri (14,0%), dagli stupri (9,6%) e dai rapporti sessuali vissuti
dalla donna come degradanti ed umilianti (6,1%). La costrizione ad attività
sessuali con altre persone anche in cambio di denaro, beni o favori e altre
forme di violenza sessuale diverse da quelle menzionate riguardano, infine,
quote residuali di queste vittime: rispettivamente, l’1,6% e il 3,3%.
Un terzo delle vittime ha subito atti di violenza sia fisica che sessuale e il 21%
delle vittime ha subito violenza sia in famiglia che fuori. Nella maggioranza dei
casi, inoltre, la violenza non è episodica: il 52,9% delle vittime, infatti, ha subito
più episodi di violenza e tale quota arriva al 67,1% delle vittime di violenza
fisica o sessuale dal partner e al 79,4% delle vittime di violenza sessuale
dal partner.
Anche con riferimento alle violenze subite dal partner negli ultimi 12 mesi
emerge che per il 54% delle donne la violenza è ripetuta (contro il 38,2%
dei casi quando si tratta di un autore diverso dal partner).
Con riferimento all’autore delle violenze, emerge che 2 milioni 938.000 donne,
pari al 14,3% delle donne che hanno o hanno avuto un partner, hanno subito
almeno una violenza fisica o sessuale dal marito, dal convivente o
dal fidanzato. La violenza subita nella coppia è soprattutto fisica: le donne
vittime di violenza fisica nel corso della vita sono il 12% mentre le vittime
di violenza sessuale, sempre dal partner, sono il 6,1%. Il 2,4% delle donne
ha subito stupri o tentati stupri dal partner.
L’analisi per tipologia di violenze mostra come le violenze fisiche siano state
commesse dal partner nel 62,4% dei casi, le violenze sessuali, senza
considerare la molestia, nel 68,3% dei casi e gli stupri nel 69,7% dei casi.
I partner sono dunque responsabili della quota più elevata di tutte le forme
di violenza fisica e delle forme più gravi di violenza sessuale.
Analizzando i dati in riferimento alle diverse tipologie di partner non emergono
differenze significative. Il 7,6% delle donne ha subito violenze dal marito
o dal convivente contro il 6,7% che le ha subite dal fidanzato. Anche nel caso
delle violenze sessuali i dati non si discostano di molto (il 3,2% delle donne
ha subito violenza sessuale da parte del marito o del convivente e il 2,9%
dal fidanzato), mentre per le violenze fisiche è più elevata la percentuale
di donne vittimizzate dai mariti o dai conviventi rispetto ai fidanzati (il 6,7%
contro il 5,3%).
Solo per l’11,5% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da
un partner, la violenza è iniziata dopo la rottura della relazione affettiva.
Nella maggioranza dei casi la violenza è avvenuta prima della separazione
e probabilmente ne è anche la causa. Anche gli uomini non partner (parenti,
amici, colleghi e datori di lavoro, conoscenti e sconosciuti) sono spesso
gli autori delle violenze. Le donne che hanno subito violenze fuori dalla coppia
dopo i 16 anni sono il 24,7%.
All’opposto che per il partner, prevalgono in questo caso le violenze sessuali:
il 20,4% delle donne ha subito violenze sessuali da non partner, e il 9,8%
ha subito violenze fisiche. Tuttavia, la percentuale di donne che ha subito
violenze sessuali scende al 3,7% se si escludono le molestie sessuali
che rappresentano la quota maggiore delle violenze messe in atto da uomini
non partner della donna. Analizzando i dati in base alle diverse tipologie
di autori non partner emerge che il 13,4% delle donne ha subito violenze
sessuali da uno sconosciuto, dato che scende allo 0,7% se si considerano
solo gli stupri e i tentati stupri.
Le violenze domestiche, fisiche e sessuali, si consumano più spesso
in casa della vittima (58,7%), ma non sono rari i casi di aggressione sessuale
in automobile (16,7%) o in casa dell’offensore (14,2%) o i casi di aggressione
fisica in strada (13,3%). I fidanzati risultano responsabili della grande
maggioranza delle violenze compiute in strada, in automobile e in generale
nei luoghi esterni alla casa.
Nel caso di autori diversi dal partner, invece, i mezzi pubblici sono il luogo
dove più di frequente le vittime subiscono violenza (nel 27,7% dei casi che
arriva al 49,2% quando l’autore è uno sconosciuto e al 42% quando si
analizzano solo le vittime di molestia fisica), seguiti dalla strada (nel 16,8%
dei casi), da luoghi come pub, discoteche, cinema o teatri (12,7%), dal posto
di lavoro (11,0%) e dalla casa della vittima (8,9%). Tuttavia, anche in caso
di un autore diverso dal partner la casa della vittima diviene il luogo prevalente
delle violenze se l’aggressore è un parente (59% dei casi) o un amico
di famiglia (34,8%).
1 milione 400.000 donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni,
il 6,6% del totale. Le donne che sono state costrette a subire o a fare attività
sessuali dagli sconosciuti prima dei 16 anni sono l’1,7%, dai conoscenti
l’1,6%. Il quoziente relativo ai parenti è lo stesso, pari all’1,6%, e coinvolge
334.000 donne. Tra gli autori si segnalano anche gli amici e gli amici
di famiglia. Complessivamente, i parenti sono responsabili del 23,8%
delle violenze sessuali subite prima dei 16 anni. Tra questi emergono
in graduatoria gli altri parenti (12,2%) e gli zii (7%), seguiti dal padre,
dal fratello/fratellastro, dal nonno e dal patrigno. I casi di violenza sessuale
segnalati dalle vittime come molto gravi, sono in maggioranza subiti
dalle persone più vicine: per i padri la percentuale raggiunge l’80,4%,
per i fratelli è il 73,2%, per i nonni e gli zii rispettivamente il 59,5% e il 55%.
La violenza ripetuta è in prevalenza perpetrata dal patrigno, dal padre,
dal fratello, dal nonno e dallo zio. La quota di donne che non parla
con nessuno della violenza subita è elevata, pari al 53%, e maggiore rispetto
alle donne che hanno subito violenze dopo i 16 anni. Le violenze in famiglia
sono quelle che rimangono più sommerse, se ne parla di meno se l’autore
è lo zio, il padre, il fratello, il vicino o un amico di famiglia. Per quanto riguarda
la violenza fisica subita in famiglia prima dei 16 anni, il 4,2% delle donne
ha subito episodi di violenza fisica dal padre e il 2,7% dalla madre.
Queste violenze sono state percepite molto o abbastanza gravi rispettivamente
nell’83,9% e nel 74,2% dei casi. Il 2,3% delle donne ha infine subito violenze
fisiche dai fratelli...".
I dati riportati nel “rapporto sulla criminalità” proseguono ancora:
penso che quelli finora riportati siano sufficientemente eloquenti.
Credo sia estremamente importante sensibilizzare l’opinione pubblica
sulla gravità e sull’estensione del fenomeno. Per chi se la sente (le immagini
sono particolarmente violente ed adatte ad un pubblico adulto), ho pensato
di mostrare il video shock interpretato dall’attrice inglese Keira Knightley.
Il video è in lingua inglese, ma non è necessaria la conoscenza della lingua
per capire di cosa si tratta.
Terminata la giornata di riprese, l'attrice lascia il set per tornare a casa.
Prende l'auto, e una volta arrivata a destinazione, volge lo sguardo verso
la finestra illuminata del suo appartamento: ad attenderla c'è il suo compagno.
La ragazza entra in casa, trova uno specchio rotto e diverse tracce di sangue
sul pavimento. Il fidanzato, furioso per il presunto tradimento dell'attrice con
un collega, inizia a picchiarla violentemente, prendendola a calci.